Per alcune persone andare dal dentista non significa soltanto affrontare la paura: il problema può essere un riflesso del vomito particolarmente accentuato.
Basta uno specchietto appoggiato nella zona posteriore della bocca, un’impronta o semplicemente la sensazione di avere qualcosa vicino alla lingua perché compaiano conati, nausea e la necessità di interrompere il trattamento.
Non è un capriccio e, soprattutto, non è necessariamente sinonimo di paura del dentista.
Perché abbiamo il riflesso del vomito?
Il riflesso faringeo è prima di tutto un meccanismo di difesa.
Il nostro organismo cerca di impedire che qualcosa di estraneo possa raggiungere accidentalmente le vie aeree. In alcune persone, però, questo riflesso è molto più sensibile del normale.
Le zone che più facilmente possono scatenarlo sono la parte posteriore della lingua, il palato molle e la regione della gola. Ma nei pazienti particolarmente sensibili anche stimoli molto più anteriori possono provocare una risposta intensa.
Non è soltanto una questione fisica
Ansia e riflesso del vomito possono alimentarsi reciprocamente.
Chi ha già avuto un’esperienza spiacevole dal dentista può arrivare all’appuntamento aspettandosi che il problema si ripresenti. L’aumento della tensione può rendere ancora più facile l’insorgenza del conato.
Si crea così un circolo vizioso: temo di avere il conato, aumenta l’ansia, il riflesso diventa più facile da scatenare e la precedente esperienza negativa sembra confermata.
Per questo è importante parlarne con il dentista prima di iniziare la seduta, senza aspettare che compaia il problema.
Cosa può fare il dentista?
Spesso sono sufficienti alcuni accorgimenti per rendere il trattamento molto più tollerabile.
Si possono modificare la posizione del paziente e le modalità operative, ridurre gli stimoli nelle zone più sensibili, effettuare pause programmate e aiutare il paziente a controllare la respirazione.
Anche le moderne tecnologie hanno eliminato alcune situazioni tradizionalmente difficili: per esempio, quando indicato, lo scanner intraorale può evitare alcune impronte convenzionali con materiali che riempiono buona parte della bocca.
Quando può essere utile la sedazione cosciente?
Nei pazienti in cui ansia e riflesso faringeo sono strettamente collegati, la sedazione cosciente può rappresentare un aiuto importante.
L’obiettivo non è “addormentare” il paziente, ma ridurre ansia e tensione mantenendo la collaborazione e la capacità di comunicare con il dentista.
La scelta della tecnica deve naturalmente essere individuale e preceduta dalla valutazione delle condizioni di salute e delle caratteristiche del paziente.
Un problema che non deve far rinunciare alle cure
Avere un forte riflesso del vomito non significa essere un paziente “difficile”.
Significa semplicemente avere una particolare sensibilità che deve essere riconosciuta e gestita. Con un approccio graduale, tecniche adeguate e, quando necessario, il supporto della sedazione, anche chi in passato non riusciva a tollerare una semplice impronta può affrontare le cure odontoiatriche con maggiore serenità.


