Un bambino che respira spesso con la bocca non dovrebbe essere osservato soltanto dal punto di vista dei denti. La respirazione orale nei bambini può infatti associarsi a palato stretto, alterazioni della posizione della lingua e modificazioni dello sviluppo delle arcate dentarie.
Per questo, quando necessario, il percorso può coinvolgere odontoiatra, ortodontista, otorinolaringoiatra e logopedista.
Bambino che respira con la bocca: quali segnali osservare?
Dormire con la bocca aperta, russare, mantenere frequentemente le labbra socchiuse o avere difficoltà a respirare dal naso sono segnali che meritano attenzione.
Durante la visita odontoiatrica possiamo inoltre riscontrare palato stretto e alto, morso crociato, arcata superiore poco sviluppata, affollamento dentale o una posizione non corretta della lingua.
Respirazione orale e palato stretto
Respirazione e sviluppo del mascellare superiore possono essere strettamente collegati.
Quando il palato è particolarmente stretto, durante la crescita può essere indicato un trattamento di ortodonzia intercettiva con espansore rapido del palato.
L’espansore palatale permette di aumentare trasversalmente le dimensioni del mascellare superiore, migliorando i rapporti tra le arcate e creando, quando necessario, maggiore spazio per i denti.
L’espansione può inoltre aumentare le dimensioni della cavità nasale e in alcuni bambini accompagnarsi a un miglioramento della respirazione nasale. L’espansore, però, non deve essere considerato automaticamente una terapia della respirazione orale: prima bisogna comprenderne le cause.
Perché è importante la visita dall’otorino?
Se il bambino non respira bene dal naso, dobbiamo chiederci perché.
Adenoidi o tonsille aumentate di volume, riniti, allergie e altre condizioni possono ostacolare il normale passaggio dell’aria.
Quando esiste questo sospetto, la valutazione dell’otorinolaringoiatra (ORL) diventa parte importante del percorso. L’otorino valuta le vie aeree e stabilisce se sia necessario uno specifico trattamento.
La collaborazione tra ortodontista e otorino permette quindi di affrontare contemporaneamente sviluppo delle arcate e funzione respiratoria, ciascuno secondo le proprie competenze.
Dopo l’espansore: il ruolo del logopedista
Creare le condizioni anatomiche corrette può non essere sufficiente se rimangono le vecchie abitudini funzionali.
Un bambino abituato a respirare con la bocca può mantenere la lingua in posizione bassa, presentare una deglutizione alterata o continuare a utilizzare schemi muscolari non corretti.
Il logopedista, quando indicato, può lavorare sulla rieducazione delle funzioni orali, sulla postura della lingua, sulla deglutizione e sul recupero di corretti schemi respiratori.
Espansore, otorino e logopedista: un lavoro di squadra
Il percorso può quindi coinvolgere tre figure complementari:
- odontoiatra/ortodontista, per valutare crescita, occlusione, palato e arcate dentarie;
- otorinolaringoiatra, per verificare che le vie aeree nasali siano adeguatamente pervie;
- logopedista, per rieducare e stabilizzare le corrette funzioni oro-facciali.
Perché intervenire durante la crescita?
Nel bambino non dobbiamo pensare soltanto a raddrizzare i denti, ma ad accompagnare correttamente la crescita.
Riconoscere precocemente respirazione orale, palato stretto e alterazioni della funzione linguale permette di intervenire nel periodo in cui le strutture cranio-facciali sono ancora in sviluppo.
Non tutti i bambini che respirano con la bocca hanno bisogno di un espansore e non tutti presentano un’ostruzione delle vie aeree. Per questo è fondamentale una valutazione individuale.
Presso lo Studio Dentistico Baldetti a Velletri, la valutazione ortodontica del bambino considera non soltanto l’allineamento dei denti, ma anche crescita delle arcate, funzione linguale e modalità respiratoria, collaborando quando necessario con otorinolaringoiatra e logopedista.


